Farel Dalrymple in 5 domande

FAREL DALRYMPLE è uno dei miei fumettisti preferiti al quale finalmente ho avuto la fortuna di porre alcuni quesiti, in 5 domande.

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CC- Ciao Farel grazie tanto per questa intervista; alcuni lettori Italiani non ti conoscono bene, come descriveresti il tuo lavoro?

FD-  Finzione emo psichedelica mixata con qualche tocco di stravaganza.

CC- Quale tuo fumetto consiglieresti come prima lettura ad un nuovo lettore?

FD- Probabilmente The Wrenchies o Pop Gun War: gift.wre.jpg

CC- Chi sono i tuoi autori preferiti (scrittori e illustratori)? e ci sono fumetti, film o musica che ispirano i tuoi fumetti?

FD- La meravigliosa serie Aama di Frédérik Peeters, Taiyo Matsumoto, James Jean, Otomo, Moebius, Tardi, Tatsuyuki Tanaka, Brandon Graham, Tom Herpich, Richard Scary.

CC- Il mio primo approcio con un tuo fumetto è stato su Island magazine edito da Image Comics con Pop Gun War: Chain Letter, subito ho amato la tua arte, ma la storia come l’arte è veramente affascinante; io credo che l’immaginazione sia uno dei punti forti di ogni scrittore, puoi confermarlo? Dicci cosa ne pensi.

FD- Non so molto sull’immaginazione. Non voglio illudere le persone su un qualche bellissimo processo magico. Credo che la mia motivazione nel creare fumetti è più simile ad un’ossessione o dipendenza. Penso molto attivamente alla mia storia, ma le soluzioni ai problemi di tanto in tanto sembrano rivolsersi con un raro “aha”. Si tratta di una lotta che ricorda a me stesso di godermi il viaggio. 

CC- Proxima Centauri è il tuo nuovo progetto (webcomic) e nel 2017 finalmente potremo leggerlo. Puoi dirci qualcosa rispetto alla trama?

FD- Proxima Centauri è una sorta di sequel di The Wrenchies. Lo pubblicherò per Studygroup Comics settimanalmente come ho fatto con It Will All Hurt. La storia parla di Sherwood Breadcoat durante tre dei suoi anni da adolescente intrappolato su una stazione spaziale, con alcuni strambi personaggi che abbiamo visto brevemente su The Wrenchies. Una volta serializzato online molto probabilmente ne farò anche una versione cartacea. 

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Versione Inglese dell’intervista con Farel Dalrymple.

by: Luca Amato

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Farel Dalrymple in 5 questions.

FAREL DALRYMPLE is one of my favourite cartoonist, finally I’ve the luck to ask some questions at this awesome artist, just in 5 questions! 

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CC- Hi Farel thanks so much for this interview; some Italians readers haven’t familiar with you, what would you say to describe your work?

FD-  Emo psychedelic fiction with some dark whimsy mixed in there.

CC- Your first comic book that you recommend to a new reader?

FD- Probably The Wrenchies or Pop Gun War: gift.wre.jpg

CC- Who are your favorite authors (writers & drawers)? and there are comic books, movies or musics that have inspire your comics?

FD- Frédérik Peeters wonderful Aama series, Taiyo Matsumoto, James Jean, Otomo, Moebius, Tardi, Tatsuyuki Tanaka, Brandon Graham, Tom Herpich, Richard Scary.

CC- My first approach with your books is on the Island magazine from Image Comics with Pop Gun War: Chain Letter, instantly I loved your art, but the story as the art is really charming; I believe imagination is the strongest point of any writer, you can confirm it? Tell us what do you think about it.

FD- I don’t know too much about imagination. I don’t want to shine people on like it is some magical beautiful process for me. I think my motivation for making comics is more like an obsession or addiction. I actively think about my story a lot but it feels more like problem solving with a rare “aha” moment every now and then.
It is a struggle to remind myself to enjoy the journey.

CC- Proxima Centauri is your new project (webcomic) and in 2017 we can finally read it. Can you tell us something about the plot?

FD- Proxima Centauri is sequel of sorts to The Wrenchies. I will be doing it on Studygroup Comics weekly like how I made It Will All Hurt. It features the character Sherwood Breadcoat during three of his years as a teenager trapped on a space station, with a some weird characters briefly shown in The Wrenchies. Once I am done serializing it online I’ll probably do some sort of print version. 

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Italian version of the interview with Farel Dalrymple.

by: Luca Amato

 

 

 

 

Tillie Walden parla a Comics Country.

TILLIE WALDEN è una giovane e talentuosa cartoonista Americana di 20 anni, che ho conosciuto sul suo magnifico webcomicON A SUNBEAM! Sotto l’intervista con TILLIE.

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Autoritratto di Tillie.

CC- Ciao Tillie e grazie per il tempo che hai dedicato a questa interivista. La prima domanda è se vuoi presentarti ai lettori Italiani.

TW- Bene, ciao a tutti i mie i nuovi lettori Italiani! Sono molto onorata di sapere che molte persone al di fuori degli US scoprono il mio lavoro. ON A SUNBEAM è il mio primo webcomic ma sto creando fumetti da un paio d’anni a questa parte. Sono usciti tre fumetti nel Regno Unito con Avery Hill Publishing e le “mie memorie grafiche” SPINNING che uscirà il prossimo autunno per First Second books!

CC- Cosa e chi ispira il tuo lavoro?

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Una fantastica pagina di On A Sunbeam.

TW- Recentemente sono stata ispirata da altri medium al di fuori del fumetto. Tana French è una scrittrice che adoro e che ha davvero ispirato ON A SUNBEAM. Amo anche i film dello Studio Ghibli, e questa è decisamente una grande influenza. 

CC- Cosa pensi in generale del mondo dei fumetti?

TW- Hmm, il mondo dei fumetti. Mi piace stare in questo mondo, ho trovato la comunità molto accogliente. Ho trovato che nei fumetti è veramente facile trovare altri autori che stanno facendo delle cose incredibili. In realtà la maggior parte delle persone nel fumetto sta creando cose interessanti e a volte mi stupisce quanto lavoro viene prodotto nella giornata.

CC- Ci sarà la possibilità di vedere ON A SUNBEAM in volume, o lo terrai soltanto come un webcomic?

TW- Si, ON A SUNBEAM una volta terminato online sarà stampato in volume.

CC- Quando crei un fumetto, qual’è la cosa che ami fare e quella che invece odi?

TW- La mia parte preferita è disegnare e colorare. Amo vedere nascere le pagine. La mia parte meno preferita è la pianificazione, come il thumbnailing e lo script. Sono molto impaziente, voglio solo disegnare.

*Leggi il webcomic: ON A SUNBEAM.

**Dai un’occhiata al SITO di Tillie.

L’intervista a Tillie Walden in Inglese.

by: Luca Amato

Tillie Walden talk to Comics Country.

TILLIE WALDEN is an American young and talented cartoonist of 20 years old, that I knew to his wonderful webcomic: ON A SUNBEAM! Below the interview with TILLIE.

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Selfportrait by Tillie.

 

CC- Hi Tillie and thanks for the time you take for this interview. First question is if you want to introduce yourself to the Italians readers.

TW- Well hello to all my new Italian readers! So honored that more people outside of the US are discovering my work. ON A SUNBEAM is my first webcomic but I’ve been making comics for a few years now. I have three books out with the UK based Avery Hill Publishing and my graphic memoir SPINNING is coming out with First Second books next Fall!

CC- What and who inspires you and your work?

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An amazing page from On A Sunbeam.

TW- Recently I’ve been very inspired by mediums other then comics. Tana French is a writer who I adore and who really inspired ON A SUNBEAM. I also love all the Studio Ghibli movies, and that was definitely a big influence. 

CC- What do you think about the comic’s world in general?

TW- Hmm, the comics world. I like being in comics, I’ve found the community very welcoming. I’ve found that in comics its really easy to find other creators who are doing incredible things. In fact most people in comics are doing cool things, sometimes it amazes me how much interesting work is being produced on a daily basis.

CC- There will be a chance to see ON A SUNBEAM in volume, or you think you keep it only as a webcomic?

TW- Yes, ON A SUNBEAM will be printed in a book once the comic is completed online.

CC- When you create a comic, what is the thing you love to do and what the thing you hate?

TW- My favorite part is the drawing and coloring. I love seeing the pages coming together. My least favorite part is the planning, like thumbnailing and scripting. I’m very impatient, I just want to draw! 

*Read the webcomic: ON A SUNBEAM.

**Check Tillie’s SITE.

The Italian version of the interview with Tillie Walden.

by: Luca Amato

Interloquio con Marco Taddei e Simone Angelini.

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Dalle menti di due comunissimi fantasmi può nascere un fumetto estremamente interessante.

CC – Buongiorno Marco e Simone, oggi vi proporrò una lista con una serie di domande meticolosamente dettagliate e preparate sul vostro lavoro, riguardanti il prodotto finito e non che proponete ai lettori dei vostri albi a fumetti.

Che l’interlocuzione abbia inizio!

CC – Anubi, il Dio Cane a fumetti ha riscosso molto successo e continua ad accaparrarsi sempre più lettori, ora girate col suv? Qual’è il segreto di un buon fumetto?
MT – Il Suv ce lo siamo comprati in comune, e poi ce lo prestiamo. Giorni pari io, giorni dispari Angelini. Per quanto riguarda il segreto di un buon fumetto, ovviamente non esiste niente del genere. Forse un trucchetto è questo: non pensare a fare un buon fumetto, ma a fare un fumetto che ci piaccia.

SA – Vivere, non farsi i selfie, non scrivere cazzate sui social network; in fine fare fumetti divertendosi, evitare fumetti/gadget da esaurire nelle fiere.

CC – So che lavorate a distanza, ma con la tecnologia ormai tutto è molto più semplice (sms con il nokia 33/10), però qual’è la difficoltà più grande di una collaborazione di questo tipo per creare un progetto? certo che ora che vi siete presi il suv il telefono potreste cambiarlo, o è solo una facciata per non dare troppo nell’occhio?

MT – La distanza rende difficile le partite a briscola. Per il resto tutto ok. Se ti fa piacere saperlo ho comprato un iphone 4s da uno sconosciuto anni fa, anche se mia madre mi ha sempre detto di non accettare iphone dagli sconosciuti.

SA – Ho un nokia lumia 530, che vendo, se c’è qualcuno interessato.

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CC – Da quanto tempo fate fumetti? che altri lavori avete fatto? gli stessi di Anubi?

SA – Ok te la sei cercata. Scrivo e disegno fumetti autoprodotti da quando avevo 10 anni per venderli ai parenti e amici per tirare su qualche soldo. Il primo in assoluto è stato un trattato a fumetti sull’educazione civica alle elementari, non volendo fare l’ora di religione mi ficcavano in una stanzetta e li si doveva pur passare il tempo, dovrei proporla alla Rizzoli.

Questa passione mi ha portato a sperimentare nel corso degli anni, sia tra i generi che nella autoproduzione stessa di fanzine e spillati.
Ti cito roba introvabile: Daryl (1990), Casa Green (1994), Era Ora (1996), Musici Tragici (2005), Unknown Species con Davide Gentile (2011). O cose più recenti reperibili in rete come “Avventure spazio temporali in Abruzzo” o “Il Canale delle Mazzate”. Recentemente con mio grande divertimento sto passando a fanzine e antologici prettamente anglofoni dei fumetti legati alla tradizione abruzzese o al folklore italiano, te ne cito uno “Dirty Bites” di Paul Frosdick che ha accolto una mia storia a fumetti sulla Briscola.
Su Carta Straccia (2009/2011) una fanzine multidisciplinare che ho ideato con Fabio Di Campli, è nata la prima collaborazione con Marco Taddei entrato nel gruppo come scrittore di micro racconti. Da li anno per anno siamo arrivati ad Anubi.
Poi son un gran rompipalle in città (Pescara) e da anni cerco di coinvolgere librerie, fumetterie, istituzioni, scuole, altri fumettisti locali o esterni per dare più risalto a quest’arte. Nel 2013 ho sparato un colpo con il “PICS, Pescara Intergalactic Comic Show” portando in città nei locali de La Designeria del mitico Enrico Cannoni, Ratigher, Maicol&Mirco, DrPira, Matteo Farinella, Spugna, Cammello, Ceccato ed altri. Successivamente con Michela Tobiolo con l’iniziativa quasi decennale “Teste Creattive” ospitando dall’argentina i fumettisti Pedro Mancini, Dante Ginevra e Natalia Lombardo oppure nell’ultima edizione il bravissimo Manfredi Ciminale.
Al di la di tutte queste belle cose per sopravvivere mi son divertito a fare il guardiano notturno, il posteggiatore nelle fiere, l’operatore call center, la manovalanza nei vigneti, il grafico e altre robe.
Da diversi anni insegno per scuole private grafica, montaggio video e modellazione 3d, spostandomi tra Lazio, Abruzzo e Molise. Chissà se becco Anubi su un treno per Avezzano o San Salvo.

MT – Ho iniziato a fare fumetti con Angelini, quindi direi almeno dal 2012, ma scrivo da quando ne ho la capacità. Poi per truffare il prossimo faccio il grafico, ma a seconda delle bollette o dell’affitto devo fare anche il cameriere, il guardiacaccia, il robivecchi, il mastro di chiavi. Anubi ha 40.000 anni di contributi versati più di me. Dovrei puntare a fregargli la pensione per stare tranquillo e lavorare al 100% sulle nostre storie.

CC – Perché Anubi non ha mai commesso omicidi (per quello che sappiamo)?

MT – Non ho idea. Non mi sembra il tipo che possa ammazzare qualcuno. O forse sì. Non lo conosco mica così a fondo.

SA – Forse qualche formica.

CC – Ultima domanda su Anubi, potrebbe esserci un sequel o un prequel in futuro?

MT – Eh eh eh, delfino curioso…

SA – Al momento è così divertente lasciare spin-off nei posti più disparati, hai preso Linus di Febbraio, la prima riedizione Grrrz o la VHS di Clerks di Tinals?

CC – NO! 😦 

CC – Passiamo a Malloy, il Gabelliere Spaziale… vado a pisciare e nel mentre penso alla domanda!

MT – Buon appetito.

SA – ok

CC – Voi la pipì la fate da seduti o da alzati? sulla popò non vi pongo lo stesso quesito, ma se avete uno stile particolare fateci sapere.

SA – Sia pipì che popò in piedi e senza mani.

MT – In piedi, leggendo l’angolo del buon umore della Settimana Enigmistica.

cc.jpgCC – Malloy, è uscita qualcosina per B.Comics, non so nulla a proposito, me lo consigliate? perché ho troppo hype per questo fumetto che leggeremo nel lontanissimo 2017! Altri fumetti cartacei sempre di vostra produzione già in vendita?

MT – “Malloy” uscirà nel 2017 ma non si sa ancora di quale era spaziale. Altri fumetti? Direi, “Anubi” a parte, “Altre storie brevi e senza pietà” e se vuoi fare colpo su di una tizia che parla inglese “Short and merciless stories” che è lo stesso fumetto ma nella sua versione americana pubblicata da Tinto Press. 

SA – Se riesci a trovarlo da qualche parte “La possibilità di morire per un motivo ridicolo” una raccoltina autoprodotta di tutti i foglietti con microracconti e disegnini estemporanei che facevamo durante le fiere, li son nati personaggi come Anubi e Victor!
In alternativa c’è il sito web lapossibilitadimorire.tumblr.com

CC – Che potete dirci in segreto sul Gabelliere Spaziale? cazzo, solo il fatto di leggere le parole “Gabelliere Spaziale” mi mette troppo voglia di leggerlo, un titolo geniale!

MT – C’è un gabelliere di mezzo ed è ambientato nello spazio. Ah il protagonista si chiama Malloy!

SA – E’ cresciuto dai tempi della piccola storia su di B-Comics, il che mi sta richiedendo una bella ricerca per il character design e le ambientazioni.

CC – Voi in realtà l’avete già concluso o è ancora in lavorazione codesto fumetto? 

MT – Eh eh eh, delfino curioso…

SA – WIP

CC – Se mi tatuo Anubi, avrò una scorta di vostri fumetti gratis a vita?

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SA – Sì, ci pensa Marco.

MT – Certo ed anche una maledizione egizia per te e tutta la tua discendenza fino al venticinquesimo grado di parentela.

CC – Chi beve di più tra voi due? Ma il campari vi piace così tanto a voi? a me non piace tantissimo!

SA – Boh, so solo che mi ubriaco difficilmente per una questione di metabolismo.

MT – Siamo astemi, la storia dei Campari ce la siamo inventata per risultare simpatici.

CC – Marco Taddei, 2 parole per descrivere Simone come artista e poi come abitante della terra.

MT – TSO ambulante

CC – Simone Angelini, 2 parole per descrivere Marco come scrittore e abitante del bar sotto casa.

SA – URP ambulante

CC – La vostra carriera fumettistica da professionisti quando è iniziata? il momento preciso che vi ha fatto dire: “abbiamo sfondato, siamo arrivati”.

MT – “abbiamo sfondato” ok, ma al “siamo arrivati” non ci siamo ancora arrivati

SA – Da quando son cominciate ad apparire parole come “Contratto”, “Rendiconti”, “Anticipi”, “Royalties”, “Rimborsi”, “Accoglienza”, “Vitto e alloggio”, “Omaggi”.

CC – Simone, il tuo stile è molto semplice e allo stesso tempo particolare, mi piace un casino, quando Marco ha comprato il suv, avete fatto baldoria giù in paese?

SA – Ti ringrazio. In realtà per fare gli originali abbiamo fatto una regata nell’Adriatico cavalcando un Capodoglio.

MT – Te l’ho detto il Suv l’abbiamo comprato insieme. Con i soldi della ricchezza io ho comprato Heroquest a tutti i miei amici ed ora mi odiano. 

CC – Vado a dare da mangiare ai cani, nel mentre fatevi voi due domande.

 MT – Zio, where is the cat?

 SA – The cat is on the dungeon.

CC – Domanda un pò seria, che ne pensate del fumetto Italiano, quali sono i vostri autori preferiti nell’intero universo, sia illustratori che scrittori Italiani e non!

SA – Difficile parlare del fumetto italiano, è un mondo così piccino e multiforme che equivarrebbe parlare di Musica passando da Battisti a Gigi D’Alessio. In linea di massima trovo più cose interessanti nelle autoproduzioni. Leggo tante cose passando dal mainstream all’undeground sia americano che giapponese, non sono un gran appassionato del “bel disegno” o della rappresentazione fine a se stessa, forse per questo non mi son mai avvicinato più di tanto all’illustrazione. Nel Mainstream cerco l’imperfezione, il particolare matto, nell’underground la perfezione d’insieme. Mi intrigano le potenzialità del fumetto su carta, che sono ancora tutte da scoprire, e fumettisti in grado di giocare e divertirsi fregandosene del resto. Mi limito all’Italia e ti dico autori completi come Ratigher, Maicol & Mirco, Pira, Cammello, Tonetto, Farinella.

MT – Boh sono una marea, ma al rischio di essere banale direi Crumb, Burns, David B.

CC – I soldi vi hanno cambiato la vita? 

MT – Ricorda: non chiederti cosa possono fare i soldi per te ma cosa puoi fare tu per i soldi 

SA – Al momento stessi soldi e stessa vita.

CC – Ora che siete entrati in Panini sicuramente la vostra popolarità crescerà molto di più, bene, avete completato finalmente l’album delle figurine Calciatori 1987-88?

MT – Ogni volta che dici Panini mi viene fame.

SA – Ho la raccolta completa 1961/1994 che uscì a suo tempo con L’Unità.

CC – Non so più che chiedervi! O vi fate altre due domande voi o le fate a me!

SA – Sei pronto per il telefilm di Preacher?

CC – Si e no. Vedere ora un telefilm sul (forse) fumetto che amo di più al mondo provoca tantissime sensazioni differenti. 

MT – Hai mangiato oggi? Io no.

CC – Di solito, dopo aver fatto una delle mie famosissime interviste agli autori dei fumetti che leggo, faccio il digiuno per 3 giorni, partendo dalla seconda notte di luna piena.

Si ringrazia pubblicamente Simone Angelini Marco Taddei per aver accolto, e offerto al membro più giovane della redazione di Comics Country, Giustolfo, quelle due briciole di pane secco che gli hanno permesso di volare per più di metà penisola.

by: Luca Amato

*ATTENZIONE: l’intervista è stata rilasciata attraverso uno scambio di messaggi inviati tramite piccioni viaggiatori. Di seguito una foto del piccione Giustolfo membro dello staff di Comics Country; si ringrazia inoltre la clinica veterinaria Mario Scopetta Rescue!

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Giustolfo di Comics Country.

Due parole su Old Man Logan con Andrea Sorrentino.

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Old Man Logan e Sorrentino!

Dopo aver letto la nuova run di Old Man Logan, e a qualche giorno di distanza dal su debutto ho avuto una chiacchierata con Andrea su questo personaggio che entrambi amiamo tantissimo!

 

CC- Ciao Andrea, siamo di nuovo qui su Comics Country e per questo ti ringrazio! Nella prima chiacchierata che avevamo avuto hai detto di averci messo tutto te stesso visto l’amore per il personaggio, ora a pochi giorni dell’uscita di Old Man Logan scritto però da Jeff Lemire, ti rendi conto che continui a salire di livello?

AS- Ciao! E grazie a te! ehehe più che altro mi rendo conto che ci sto mettendo davvero tanto entusiasmo in questo progetto. Avere la possibilità di continuare a lavorare sul Vecchio Logan e, soprattutto, riprendere a lavorare con Jeff, mi ha dato davvero una spinta a cercare di fare sempre di meglio.
Credo che Jeff riesca davvero a dare la ‘voce’ giusta a un personaggio come Logan e mi piace vedere come quest’ultimo riesce a tiragli fuori il suo lato di scrittura più ‘ruvida’ e ‘amara’ che non sempre si vede in altre opere che ha scritto, è una sensazione artisticamente molto stimolante.
E’ ovvio che sono probabilmente di parte ma, dopo aver letto la sceneggiatura di  7 numeri, posso dire di annoverare Jeff tra i miei scrittori di Wolverine preferiti assieme a Claremont e al Remender di X-Force.

CC- I fans sono felicissimi che Logan sia tornato, il Logan che tutti conoscevamo… amando tu stesso tantissimo il personaggio, quanto pensi di sperimentare dal punto di vista delle scene e tutto quello che ha a che fare con il disegno su questa testata? 

AS- Credo che mi lascerò molto guidare dalle sensazioni che mi da la sceneggiatura di volta in volta. Su Green Arrow sono partito con un approccio abbastanza standard finché il nostro secondo arco (quello dedicato al Conte Vertigo) mi ha fatto venire voglia di sperimentare e spingere con qualcosa di più creativo nello storytelling.
Penso che molto dipenda dal tipo di materiale sul quale lavori. A noi disegnatori va il compito di cercare di rendere al meglio quello che lo scrittore ha in mente, e questo varia da progetto a progetto. In questo primo arco introduttivo, ad esempio, c’è un approccio decisamente ‘supereroistico’, con Logan che interagirà con il resto del nuovo Universo Marvel mentre fa i conti con i ricordi di un futuro che sta cercando in tutti i modi di  scongiurare (lo so, è un po tutto incasinato!). Di conseguenza anche il ‘comparto visivo’ è più improntato alle azioni dinamiche, a colori più saturi e alle grandi panoramiche che definiscono il presente e il passato di Logan.
Il secondo arco ha tempi diversi, ed è incentrato più sull’interiorità che sull’esteriorità di Logan, con la sua ricerca di pace interiore in un dimenticato villaggio del nord del Canada (tra l’altro è la storia che Jeff aveva pensato come prima arco, prima che gli si chiedesse di cominciare invece con qualcosa di più accessibile e più introduttivo anche per i nuovi lettori). Sarà molto più impregnato di atmosfera e, di conseguenza, questo si rifletterà anche nel mio modo di approcciare allo storytelling, al modo in cui useremo i colori e al modo di rendere le (dolorose) memorie di Logan.
Ho appena iniziato a lavorare all’ultimo numero del secondo arco ed è incredibilmente intenso. Probabilmente il miglior numero di questa nuova gestione di OML.

CC- Ovviamente tu hai letto molto prima di noi questo capitolo e sei molto più avanti di noi con la storia, ma nel rileggerlo provi quella frenesia / sorpresa / felicità che un qualsiasi lettore provi alla prima lettura? io ad esempio ero esaltatissimo =) 

AS- Ahah, sinceramente ho letto e riletto la sceneggiatura e mi sono figurato le scene nella mente tante volte che adesso non riesco ad avere un approccio ‘da lettore’ a quello che stiamo facendo. Devo quindi affidarmi ai commenti e i pareri degli altri e ti posso assicurare che ogni commento positivo, anche il più piccolo dal lettore ‘casuale’, è un premio incredibile all’impegno che tutto il team ci mette in quello che stiamo facendo.

CC- Mi avevi detto che Lemire ti lascia molta libertà, ti va di raccontarci qualche aneddoto di questo primo capitolo di OML?

AS- Si, in generale credo che sia una cosa abbastanza comune nel fumetto moderno, visto che mi è capitato sia con Jeff che con Joshua Fialkov ai tempi di I,Vampire e anche con Brian Bendis su un paio di numeri per gli X-Men.
Io ho un modo di lavorare per il quale leggo più volte la sceneggiatura e poi cerco di immaginarmi la sequenza come fosse quella di un film, con tanto di tempistiche, inquadrature, ecc… questo porta a volte a ‘risistemazioni’ di alcune scene o all’aggiunta di qualche espediente narrativo che non c’era nella sceneggiatura originale. Mi viene da pensare ai riquadri di ‘analisi’ di Richard Dragon nel nostro ultimo arco di Green Arrow, o alla sequenza di apertura dell’Old Man Logan su Secret Wars che è completamente diversa dallo script (principalmente perché volevo a tutti i costi usare la griglia di 9 vignette e avere una doppia splash-page con Logan che infilza Gladiator).
Direi che è una cosa che mi capita sempre più spesso ultimamente ed è il motivo per il quale Jeff, per esempio,  ha voluto che condividessimo i credits come ‘storytellers’ nell’ultima parte di Green Arrow, per esempio.
Va anche detto che è un modo di lavorare molto gratificante e credo che renda il lavoro finale molto più organico soprattutto quando c’è una buona intesa tra scrittore, disegnatore e colorista come nel caso di Jeff, me e Marcelo Maiolo.

CC- Ami Frank Miller e su OML #1 hai omaggiato DK con quella scena spettacolare dove hai fatto saltare Logan dal tetto.. in che momento hai deciso di omaggiare Miller?

olllAS- si! Amo Frank Miller! In particolare il Frank Miller de ‘Il Ritorno del Cavaliere Oscuro’ e credo non sia difficile intravedere che c’è, nel mio approccio stilistico, molto di derivativo anche da Miller.
In ogni caso, la splash-page omaggio è uscita fuori più che altro da un problema ‘tecnico’, visto che nella sceneggiatura originale del primo numero di OML Jeff aveva, per sbaglio, scritto una pagina in meno e la sceneggiatura andava da pagina 15 a pagina 17!
Quando l’ho fatto notare ci siamo scambiati un paio di email riguardo le varie possibilità di correggere la cosa e a quel punto ricordo di aver scritto qualcosa tipo “che ne pensate se usassi la pagina per una sequenza nella quale a pagina 15 Logan salta da un palazzo mentre… il tempo rallenta per un attimo in una splash-page alla Dark Knight… e poi riaccellera mente Logan si schianta nella finestra a pagina 17?”
L’idea è piaciuta a tutti e alla fine ho risistemato la sequenza in modo che potessi ‘rubarmi’ un’altra pagina ancora e tirare fuori una doppia splash-page. A quel punto era diventato un vero e proprio omaggio e mi è sembrato giusto indicarlo anche sulla pagina stessa 🙂

CC- Noi lettori ci becchiamo il fumetto bello pronto e lo leggiamo in pochi minuti, quanto lavoro c’è in realtà dietro ad un capitolo? 

AS- Per quello che mi riguarda, circa un mese per numero. Ma ovviamente c’è un lavoro di scrittura (e riscrittura, se l’editor ha delle richieste specifiche) che viene fatto molto anticipatamente rispetto al mio lavoro. Dopo di che c’è ovviamente la colorazione, che può durare una o due settimane al termine delle quali in genere mi confronto via Skype con Marcelo (il mio colorista) per qualche ritocco finale e per discutere un po e capire se vogliamo sistemare qualcosa in maniera diversa.
E’ un lavoro che si fa giorno per giorno e che ti assorbe quasi completamente. Ma per quello che mi riguarda è il lavoro più bello del mondo.

CC- Spero questa run di Logan duri un bel pò, il team creativo sicuramente è ottimo, ha stoffa e l’alchimia tra te e Jeff la sentiamo noi lettori dentro le pagine del fumetto! Quanti capitoli andrà avanti? Possiamo sperare in una run bella lunga? 

AS- Sinceramente non ne ho idea. So per certo che al momento sto chiudendo il secondo arco e stiamo facendo i piani per un terzo arco che dovrebbe essere un po più corposo e durare almeno un 6 numeri. La presenza del Vecchio Logan nel ‘flagship’ team di Extraordinary X-Men lo mette come uno dei protagonisti tra i mutanti di questo nuovo universo Marvel, quindi credo che andrà avanti ancora per un bel po’ senza troppi problemi.
Da parte mia, ho un contratto di esclusiva con la Marvel fino a Settembre 2017 quindi, a meno che non siano loro a volermi spostare su qualche altra serie, spero di rimanere a lavorare sulla serie più a lungo possibile!

Il mio ringraziamento ad Andrea Sorrentino per questa possibilità, e tutte le altre che mi ha dato sia con interviste e altre cose simili l’ho già fatto in privato, ma essendo lui una persona davvero gentile, paziente con me (sono uno stalker), e estremamente umile, colgo l’occasione per ringraziarti anche pubblicamente! Grazie di cuore Andrea!!!

by: Luca Amato

Clicca su Andrea Sorrentino per leggere l’intervista.

Clicca su Jeff Lemire per leggere l’intervista.

Clicca su Old Man Logan #3 per leggere la recensione.

 

L’intervista a Jeff Lemire.

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..sono tremendamente grato a tutti quelli che leggono i miei lavori e mi supportano.

 

Jeff Lemire scrittore e illustratore Canadese cresciuto nella Contea di Essex, autore di molte graphic novel, quella in assoluto che preferisco di più è Essex County ma possiamo leggere altri racconti del calibro de Il Saldatore Subacqueo o il primissimo Lost Dogs, il fumetto che l’ha lanciato; è il creatore di Sweet Tooth, Trillium, The Nobody e tantissimi altri titoli… ora sta lavorando a molte serie quali Descender, All-New Hawkeye, Old Man Logan e altre serie di qualità!

Qui sotto l’intervista all’autore!

 

CC – Ciao Jeff, grazie mille per aver deciso di dedicarci un po’ di tempo per questa intervista, lo apprezziamo molto. Descender sta per debuttare nelle fumetterie italiane, la serie è stata un successo negli states e non vediamo l’ora di leggerla, facciamo finta che qualche lettore non sappia assolutamente niente della storia, come la descriveresti?

JL – Descender racconta la storia di Tim-21, un giovane ragazzo robot in fuga in un universo in cui tutti i robot o gli androidi sono stati banditi. E’ una grande space opera con molto cuore.

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Immagine tratta dalla variant cover creata da Jeff Lemire.

CC – In questa serie hai creato un sistema davvero complesso di pianeti e civiltà, non sono uno scrittore quindi mi chiedevo, è più difficile ambientare una storia nel nostro mondo riuscendo a renderla originale e interessante, oppure creare un universo totalmente nuovo? Sembra un lavoro estenuante creare un qualcosa del genere dal nulla.

JL – E’ un lavoro impegnativo, ma anche molto divertente. E’ quello che amo della fantascienza e dei fumetti in generale, la possibilità di creare sia concettualmente che graficamente dei nuovi mondi, in molti modi è molto più impegnativo rispetto all’ambientare una storia nel nostro mondo, ma ti da anche una grande libertà.

CC – Quando Descender è stato annunciato all’image Expo, sono rimasto molto colpito dalla copertina del primo numero. E’ una illustrazione semplice ma urlava letteralmente “possibilità infinite”, hai dato qualche istruzione a Dustin per la sua creazione o ha avuto carta bianca?

JL – E’ tutta farina del suo sacco, Dustin è un grande illustratore e quella copertina è davvero straordinaria e iconica. Credo che molto del successo della serie sia dovuto alla forza di quell’immagine. Adoro lavorare con Dustin, condividiamo molte influenze e sensibilità nel raccontare una storia, quindi ci sono davvero poche discussioni tra noi, la collaborazione è davvero molto naturale.

CC – Sony ha comprato i diritti di Descender ancora prima che uscisse il primo numero, questo vi ha messo pressione o portato ad alcune variazioni nella lavorazione della serie?

JL – No non ci ha messo pressione o condizionato in alcun modo. Il fatto che verrà prodotto un film su Descender è grandioso, ma la nostra priorità rimane il fumetto. I fumetti sono la nostra passione e continueremo a raccontare la storia che abbiamo sempre avuto in mente dall’inizio, la Sony non ha avuto alcun problema a riguardo.

CC – Hai lavorato per ogni tipo di editore, mainstream e indipendente, è più soddisfacente creare qualcosa di tuo, o prendere un icona del fumetto e portarla in una nuova direzione?

JL – Quando crei qualcosa di tuo è sempre molto più soddisfacente. La differenza tra lavorare in proprio e come freelancer, è come quella tra avere un figlio proprio e fare da babysitter a quello di qualcun’altro. Si mette molto più di te stesso quando si lavora alle proprie creazioni, detto questo però amo ancora scrivere personaggi di Marvel e DC. A suo modo è un’esperienza soddisfacente e anche una sfida. Mi piace essere in grado di fare entrambe le cose.

CC – Parliamo di Essex County, che per me è il tuo capolavoro. Quanto tempo hai impiegato a roccogliere le idee e organizzarle in modo organico? Ci sono esperienze personali da cui hai preso spunto?

JL – C’è voluta tutta la mia vita fino a quel momento, per dare forma a Essex County. Il fumetto in se è venuto fuori relativamente in fretta, ma ci sono voluti sette o otto anni di carriera per arrivare a quel punto di maturità artistica. Ho dovuto fare molti fumetti davvero brutti, fumetti che non ho mai pubblicato o fatto vedere a nessuno, prima di avere la capacità di trovare la mia voce come artista e scrittore con Essex.

CC – L’Hockey è molto importante in Essex County, sarò sincero io non ne capisco assolutamente nulla, ma pratico degli sport di squadra quindi ho familiarità con alcune situazioni presenti nella serie, è una delle ragioni per cui mi piace molto. Tu giochi ad Hockey? Sei un grande fan?

JL – Sono un GRANDISSIMO fan di hockey, come tante persone che sono nate e cresciute in Canada.
Gioco ogni settimana, è la mia valvola di sfogo. Gran parte del mio tempo lo dedico ai fumetti, giocare ad hockey o guardare una partita mi permette di prendermi una pausa e fare qualcosa che non abbia nulla a che vedere col mio lavoro. E’ bello sapere che la storia riesce ad essere interessante per tutti, anche per chi non conosce o capisce l’hockey.

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Jeff Lemire e l’Hokey.

CC – Quale delle tue opere consiglieresti ad un lettore che si avvicina per la prima volta al tuo lavoro?

JL – Sicuramente Essex County e Sweet Tooth. Questi sono i miei lavori che sembrano trovare continuamente nuovi lettori, anche tipi molto diversi di lettori. Non devi essere per forza un fan dei supereroi o della fantascienza per apprezzarli, inoltre penso riassumano perfettamente i tratti principali del mio stile.

CC – Chi sono i tuoi autori preferiti? Puoi nominare sia disegnatori che scrittori, presenti o passati.

JL – Parlando di fumetti Alan Moore, Frank Miller e Tim Truman hanno avuto una grande influenza su di me quando ero ragazzo. Crescendo poi ho scoperto tutta una serie di illustratori che hanno contribuito a farmi amare questa forma d’arte,  Dan Clowes, Alberto Breccia, Charles Burns, Eddie Campbell, Jose Munoz, Dave McKean e molti altri. Per quanto riguarda gli scrittori, mi vengono in mente David Mitchell, Joseph Boyden, Aurther C Clarke e tanti altri. Anche registi come David Lynch, Wim Wenders Stanley Kubrick

CC – C’è un personaggio su cui non hai mai lavorato, che avresti voglia di scrivere?

JL – In Marvel e DC sono stato abbastanza fortunato da scrivere alcuni dei miei personaggi preferiti, ma mi piacerebbe molto poter scrivere i Fantastici Quattro e Punisher.

CC – Quali sono le tue serie preferite in questo momento? Dacci qualche consiglio per la lettura.

JL – In questo momento Southern Bastards, The Fade Out, Mind MGMT e Rai sono probabilmente le mie preferite, in generale molte delle serie Image Comics.

CC – L’anno prossimo tu e Dustin sarete a Lucca, è la tua prima volta in Italia? Hai mai letto un fumetto italiano?

JL – Si è la prima volta e sono molto eccitato! Ho letto qualche fumetto italiano, e mi è capitato di leggere alcuni Tex, ma ho bisogno di essere istruito di più sull’argomento! Spero di scoprire altri fumetti italiani interessanti quando verrò da voi, inoltre non vedo l’ora di incontrare di persona Andrea Sorrentino.

CC – Ci sono dei team creativi che sono come un marchio di garanzia per noi lettori, Jeff Lemire e Andrea Sorrentino sono uno di questi. Avete fatto un lavoro splendido su Green Arrow, probabilmente farete lo stesso su Old Man Logan, perchè lavorate così bene assieme?

JL – Credo che sia a causa del grande rispetto reciproco, entrambi amiamo davvero il lavoro dell’altro e portiamo qualcosa di diverso al prodotto finale. E’ difficile dire perchè alcuni team funzionino davvero e altri no, di sicuro io e Andrea ci troviamo benissimo e vogliamo continuare a lavorare assieme per molto altro tempo.

CC – Ti prego dimmi che un giorno lavorerete su Daredevil, a volte di notte ho dei sogni a riguardo.

JL – Sarebbe bello, ma onestamente adesso siamo innamorati di Old Man Logan, per cui siamo soddisfatti così. Spero prima o poi riusciremo anche a fare anche un fumetto indipendente assieme.

CC – C’è la possibilità di vederti collaborare con un’altro artista italiano?

JL – Mi piacerebbe, ma al momento sono talmente impegnato che non riesco a pensare a qualche nuovo progetto!

CC – Un’altra tua serie che in futuro uscirà in Italia è Roughneck, puoi dirci qualcosa in più su questo titolo? 

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Roughneck.

JL – Roughneck è una nuova graphic novel di 270 pagine che ho sia scritto che illustrato. Parla di un fratello e una sorella appartenenti ad una remota comunità indigena nel nord Canada, non si sono visti o parlati per una decina d’anni, ma ad un certo punto devono affrontare le ferite del loro passato comune.

CC – Black Hammer è ancora in lavorazione? Come sta Dean Ormston? Spero si stia riprendendo.

JL – Dean sta meglio e ha ripreso a lavorare. Ha avuto un infarto l’anno scorso, ma grazie a dio sembra si stia riprendendo totalmente. Attualmente sta finendo i disegni di Black Hammer #3  e dovremmo lanciare la serie il prossimo luglio. Sono davvero emozionato all’idea, credo sia una delle cose migliori che ho mai scritto.

CC – Ultima domanda, il successo nel lavoro ha cambiato in qualche modo la tua vita?

JL  Il successo mi ha permesso di fare fumetti a tempo pieno, non ho più bisogno di fare altri lavori per mantenere la mia famiglia. Non tutti riescono a fare quello che amano per lavoro, quindi mi considero molto fortunato e sono tremendamente grato a tutti quelli che leggono i miei lavori e mi supportano. Mi da la spinta per continuare a creare nuovi progetti, migliorare sempre di più.

by: Luca Amato